Sinceramente quando ho visto l’iPhone con il sensore biometrico non avrei mai pensato che questo potesse diventare presto un trend del mercato mobile. Sì certo, mi aspetto che Samsung avrebbe copiato presto e infatti l’ha subito fatto con il Samsung Galaxy S5, ma quello di cui voglio parlare oggi sono le decine di stand che ho visto al Mobile World Congress che ospitavano aggeggi dediti a leggere le nostre impronte.

Le soluzioni che ho visto esposte al MWC sono essenzialmente di tre tipi:

  • custodie che integrano sensori in grado di compiere l’analisi biometrica e sbloccare l’accesso allo smartphone;
  • custodie con il sensore biometrico che lavora in coppia con un’app che consente non lo sblocco del telefono, ma l’accesso ai dati delle altre app. Un ulteriore livello di sicurezza è dato dall’opzione per criptare i dati contenuti nella singola app;
  • chiavette USB e miniUSB in grado di connettersi a computer, smartphone o tablet e registrare le impronte del proprietario; poi si tolgono, si mettono in tasca e se anche perdi il telefono chi lo trova non può accedere ai tuoi dati.

Quello che mi stupisce è che non si parli ancora di sistemi del genere per Apple, Samsung, Sony e i principali operatori del mercato smartphone. Per chi utilizza dispositivi mobili per lavorare poter mettere un ulteriore sigillo di garanzia ai propri dati la ritengo una funzione piuttosto importante. L’unica cosa che abbiamo visto a tema al MWC è stato il Samsung Knox, che però non ha nulla dei sensori biometrici di cui stiamo parlando.

Non ho grossi dubbi che questa cosa arriverà presto sul mercato e non vorrei sbagliarmi, ma credo che a stretto giro di posta inizieranno a saltare fuori rumor in quest’ottica circa il prossimo iPhone 6.