Se lo stream di dati potesse superare i contenuti statici, come sarebbe il mondo dell’informazione? Hanno risposto a questa domanda due ricercatori, Joshua Lewis e Galen Wolfe-Pauly che si sono inventati il servizio State. Si chiama State ed è una specie di aggregatore di contenuti che arrivano da fonti diverse sia per contenuti che per forma con cui questi contenuti sono presentati alla rete. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, perché anche la definizione che ne danno gli inventori, è un po’ criptica.

Loro definiscono State un Photoshop dei dati archiviati nel cloud.

Si capisce che abbiamo a che fare con la nuvola, con i dati che sono immagazzinati a livello virtuale e che sono caricati da diversi sistemi. State, come Photoshop, li mette uno vicino all’altro determinando uno streaming di dati molto interessante.

State, infatti, ha tre obiettivi che sono elaborare, filtrare e pubblicare tutti i dati salvati in una nuvola. I dati sul cloud sono alimentati da Twitter, App.net, Instagram e Dropbox, ma collegando gli account di Twitter agli altri social network, si riescono a scaricare dati anche da Facebook e Youtube.

Il servizio, al momento, è disponibile soltanto in beta privata ma si può provarlo richiedento un invito sul sito dell’applicazione: sharingstate.com