Conosco personalmente gli organizzatore di SeedLab e mi piace molto il loro progetto. Che fanno? Prendono una persona con una valida idea di business, o il co-founder di una startup in early stage, lo formano per tre mesi e lo lanciano sul mercato, laddove possibile, con una spintarella. Leggi investimento. La prima edizione si è svolta lo scorso anno e ha visto la nascita di 14 startup.
Negli scorsi giorni SeedLab ha aperto le iscrizioni alla seconda edizione. I posti sono limitati e la selezione viene fatta sull’ordine di arrivo delle application.
La formula di SeedLab è la stessa utilizzata da acceleratore e incubatori come Y Combinator, Tech Starts e Seedcamp. Il costo è di 35 mila euro e può essere coperto da borse di studio dei fondi che sostengono il progetto per le migliori startup, in cambio di un 10% di equity.
I 35 mila euro sono divisi fra il programma (25 mila) e le spese di vitto e alloggio per il frequentatore (10 mila).
Per chi è adatto SeedLab? Principalmente per chi ha un’idea valida, un progetto già abbastanza strutturato, ma poca esperienza in ambito business. Perché per fare una startup non basta avere l’idea e non basta neppure saperla sviluppare bene: occorre anche saper gestire gli aspetti economici, burocratici e aziendali del progetto.
Per essere selezionati occorre avere una buona idea, che questa sia innovativa e abbia un preciso mercato di riferimento, sia scalabile rapidamente e abbia un vantaggio competitivo sostenibile. Detto questo, anche il singolo verrà sottoposto a esame e in particolare verranno valutate la mentalità da imprenditore, le capacità specifiche legate al progetto e l’attitudine. L’inglese è un must.
Per i migliori ci saranno anche due settimane di business trip in Silicon Valley.
Si può rilanciare l’Italia con le startup? Ne parlavano gli Indigeni qualche settimana fa e noi siamo convinti che sì, si possa fare e occorre provarci.