L’open source è in lotta da sempre con Microsoft che fino a questo momento ha resistito benissimo agli attacchi di Linux, riguadagnando terreno lì dove era in crisi: il mobile. Ma le critiche non sono rallentate. 

La battaglia filosofica tra Microsoft e il software libero si combatte anche sul versante tecnico dove in questo periodo è in atto un’accesa battaglia sulla tecnologia Secure Boot. Si tratta di una funzione che farà parte di Windows 8 ed è stata pensata a Redmond per rendere il boot più sicuro che in passato.

Secondo Richard Stallman che è uno dei capi carismatici della Free Software Foundation, il Secure Boot dovrebbe addirittura essere messe fuori legge per un motivo legato al controllo che gli utenti esercitano su questa funzionalità.

In pratica Stallman dice che esiste una grandissima differenza tra il boot sicuro e quello ristretto. Tutto è nel controllo esercitato dall’utente che nel primo caso può firmare il bootloader con delle password private, mentre nel caso del boot ristretto la cifratura è in carico agli incumbent.

Il che vuol dire che il processo di boot non può essere controllato dagli utenti a meno che non s’intervenga tecnicamente disabilitando la funzione su CPU x86. Quindi, in fin dei conti, vuol dire che ci troviamo in una condizione d’abuso.