Linden Lab, la società che mantiene Second Life, ha introdotto il supporto a Oculus Rift – gli occhiali per la realtà virtuale acquisiti in marzo da Facebook – già nel mese di maggio, però l’obiettivo d’integrazione è molto più ambizioso. Ebbe Altberg, il nuovo CEO, in un’intervista ha delineato il futuro della piattaforma che s’appresta a diventare un social network tridimensionale che potrebbe attrarre centinaia di milioni d’utenti. Come? Puntando a un approccio diverso da quello che l’ha caratterizzata in questi undici anni.

Second Life, nonostante sia pressoché scomparsa dai notiziari, fattura molto più di prima: un utente del mondo virtuale ha appena guadagnato un milione di dollari dalle transazioni effettuate sulla piattaforma. Tuttavia, il bacino d’utenza non è paragonabile a quello dei social network come Facebook e lo stato del supporto a Oculus Rift – tanto quanto lo sviluppo del prototipo degli occhiali – non è ancora pronto per le masse. L’idea di Altberg è che le cose possano cambiare, grazie ai dispositivi mobili e a un nuovo ecosistema.

Se il successo di Second Life è dovuto all’anonimato o, meglio, alla personificazione d’identità fittizie con gli avatar… il futuro della piattaforma è un social network in 3D — dove gli utenti siano se stessi come su Facebook. Oltre a Oculus Rift, la tridimensionalità sarebbe garantita device come Fire Phone di Amazon e Project Tango di Google: è impensabile che nessuno abbia ancora realizzato un sistema per la realtà virtuale che porti il mondo reale sul web e l’obiettivo di Linden Lab potrebbe essere congegnale a Zuckerberg.