Sono iniziati gli esami di maturità e la grande novità di quest’anno è stata la trasmissione telematica delle tracce della prova scritta, dal Ministero dell’Istruzione agli istituti secondari superiori. Sembra che l’esame tecnologico sia stato passato alla grande.

Sono andati in pensioni plichi cartacei, quelli che arrivavano nelle scuole imbustati e che spesso erano oggetto di violazioni qualche ora prima di conoscere ufficialmente le tracce. Stavolta, per la prima volta, gli studenti si sono dovuti confrontare con il plico telematico.

Funziona grosso modo così: un referente di sede, insieme al Presidente della Commissione, alla presenza di altri professori impegnati negli esami e con due rappresentanti dei maturandi a testimonianza della regolarità del processo, accede al SIDi, la intranet del Miur e poi, alle 8.30 circa ottiene dal Ministero una chiave per decriptare la traccia del tema d’italiano.

A quel punto di procede con la stampa delle tracce e con la consegna delle stesse tracce ai ragazzi. Le tracce quindi erano protette da tre livelli di password: un eseguibile sul PC della Commissione con le chiavi d’accesso della scuola, la chiave della commissione e poi la chiave del Ministero.

A prova di hacker il fatto di girare sulla Intranet. Peccato che ci sia stato comunque un lato negativo in tutto questo giro: la lentezza della stampa delle tracce per tutti i maturandi presenti nella scuola.