Continuiamo i nostri approfondimenti sulle strategie da tenere su un social complesso come Twitter. Pochi giorni fa vi abbiamo spiegato come, twittare “tanto per”, dando il là a banalità e pratiche da spoiler, è un buon modo per mettere in fuga i propri followers.

Ora, dal blogger esperto in studi web Dan Zarrella ci arriva un altro accorgimento.

Rispetto agli altri social, la particolarità di Twitter, come è noto a tutti, è quella del riuscire a scrivere qualcosa di sensato in soli 140 caratteri inserendo magari hashtag e soprattutto link.

Ora, quello che ci si chiede è: ok il dono della sintesi, ma è davvero sempre necessario giocarseli tutti quei 140 caratteri? A quanto pare no. Proprio Zarrella, in una delle sue ricerche, ci spiega come i tweet che restano tra i 100 e i 115 caratteri, hanno un 34% di probabilità di essere ritwittati.

Paradossalmente, quelli più lunghi, che si prendono tutti i caratteri a disposizione, sono quelli che vengono retwittati meno, anche al confronto con quelli che stanno sotto i 100 caratteri.

Sappiamo che Twitter mette a disposizione tanti modi per sparare post, ma sui testi ormai è assodato: non è questa la sede per essere prolissi.