La legge antipirateria si stringe attorno a coloro che non possono fare a meno di favorire la condivisione di materiale coperto dal diritto d’autore. L’ultimo ad essere finito dai giudici è il signor Megaupload. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa: il sito Megaupload dove c’era un enorme database pieno di contenuti coperti dal diritto d’autore è stato chiuso, sigillato. I suoi link non sono più disponibili e hanno seguito la stessa sorte anche i collegamenti a Filesonic.

Nel caso di Megaupload, il suo fondatore Kim Schmitz è stato arrestato ed ora “soggiorna” in un penitenziario in Nuova Zelanda. In rete è considerato il guru del file sharing, ma in un’operazione antipirateria condotta dai federali americani, non è riuscito proprio a scappare.

Gli avvocati di Kim Schmitz hanno chiesto la liberazione su cauzione, ma per ora non se ne parla. Il 37enne informatico non potrà tornare in libertà prima del 22 febbraio. Nel frattempo il Congresso americano avrebbe dovuto prendere una decisione sulla legge antipirateria, la cosiddetta SOPA.

Per il momento le proteste più vigorose a riguardo sono state messe in campo da Wikipedia ma tra tweet e condivisioni tutti gli internauti si sono mobilitati e hanno sostenuto la tesi di Obama che vuole definire un limite tra la condivisione di materia coperto da copyright e libertà d’espressione.