Mega-Search.me è o, meglio, era un motore di ricerca per rintracciare i file caricati dagli utenti su Mega: la nuova piattaforma lanciata da Kim Schmitz AKA Kim Dotcom dopo la chiusura di Megaupload. Sono bastati tre giorni perché Mega introducesse uno script per bloccare le richieste da Mega-Search.me, come recita l’avviso in francese che compare connettendosi al sito, rendendolo inutilizzabile. L’engine ha e avrebbe potuto continuare a esporre a tutti i contenuti pubblici della cloud da 50Gb gratuiti per utente di Kim Dotcom.

Gli amministratori di Mega-Search.me promettono d’aggiornare l’algoritmo del portale per tornare a visualizzare i contenuti caricati su Mega, però Kim Dotcom non intende avere problemi con la giustizia com’è stato per Megaupload. Il nuovo servizio ospita circa 50 milioni di file e riceve 50 notifiche al giorno sulle violazioni al copyright, contro le 450.000 di Google: appena lo 0,001% dei documenti è da rimuovere. Forse, Mega-Search.me avrebbe potuto smentire le statistiche ufficiali. La longevità è l’ostacolo maggiore di Mega.

Quanto tempo passerà, prima che Mega sia oscurato come Megaupload? Kim Dotcom è certo che non accada mai, al punto da mettere in palio $10,000 per chi riuscisse a decifrare l’algoritmo di sicurezza del servizio. Tuttavia, se un sito scritto in pochi giorni come Mega-Search.me ha indicizzato tutti i file caricati dagli utenti, eludere la crittografia di Mega potrebbe non essere affatto necessario. In ogni caso, la differenza con Dropbox e gli altri competitori è nella persecuzione che affligge Kim Dotcom, nel mirino dei giudici.