Sarahah, applicazione sviluppata in Arabia Saudita, è nata come piattaforma per comunicare con i propri colleghi senza “filtri” poiché i messaggi restano totalmente anonimi.

Anonima l’identità del mittente, ma ciò non è sinonimo di massimo rispetto per la privacy: a quanto pare, infatti, Sarahah raccoglie tutti i dati dell’utente che ne fa utilizzo. Secondo quanto riportato da The Intercept, l’app Sarahah, una volta aperta per la prima volta, registra tutti i numeri di telefono e gli indirizzi email salvati nella rubrica dello smartphone dell’utente.

A scovare questa intrusione dell’app dell’anonimato un’analista che si occupa di sicurezza, il quale, installando l’applicazione sul proprio terminale Android, ha controllato il flusso di dati in entrata e uscita su server esterni.

Non solo Android: secondo l’esperto di sicurezza Zachary Julian, lo stesso accadrebbe anche su iOS , dove però l’app chiede all’utente il permesso di raccogliere i dati. Su Android tutto accadrebbe invece senza alcun tipo di permesso da parte dell’ignaro utente (ad eccezion delle versioni più recenti del sistema operativo).

Tutti i dati raccolti non è ben chiaro dove andranno a finire poiché gli sviluppatori non hanno specificato la loro destinazione finale. Sicuramente, fanno sapere da Sarahah, non verranno passate a società di terze parti.