Samsung, conclusi gli annunci del CES 2014 di Las Vegas, prepara il primo smartphone con Tizen – il sistema operativo open source, sempre basato su Linux, che sostituisce MeeGo di Intel e Nokia – per la MWC (Mobile World Congress) 2014 a Barcellona. Il dispositivo sarà disponibile in marzo, ma non negli Stati Uniti: un mercato che la società coreana considera troppo competitivo al lancio della piattaforma. L’esperimento servirà a capire se davvero esiste un margine per diventare la nuova Apple a competere con Google e Motorola.

Il rapporto di Samsung con Android è abbastanza conflittuale, benché rappresenti il principale sistema operativo dell’azienda: qualcosa non funziona nella relazione con Google, perché – a prescindere dai Nexus e dai vari computer che prevedono Chrome OS – la personalizzazione della piattaforma è tale da portare i Galaxy a proporre un’esperienza molto diversa dalla stock. Il problema è che Tizen potrebbe fare la stessa fine di Symbian e MeeGo, altrimenti sarebbe diventato la soluzione privilegiata su tutti dispositivi di Samsung.

È indicativo che Samsung non voglia rischiare d’immettere un device con Tizen sul mercato statunitense, dove iOS e Android surclassano Windows Phone – che pure, in Italia, comincia ad avere un certo successo – e BlackBerry. Quant’è credibile che il sistema diventi la prima scelta della multinazionale? Poco, secondo me, nonostante lo consideri come Sailfish OS di Jolla un ecosistema convincente. Le abitudini degli utenti sono un fattore determinante e Samsung non può permettersi l’azzardo, come non ha provato a fare neppure HTC.