Samsung, in questo periodo, come Apple, è al centro delle cronache che riguardano il mondo tecnologico perché è in atto un processo che contrappone le due aziende per una questione di brevetti. Samsung, però, è anche al centro di un’altra inchiesta sul lavoro minorile.

Samsung è stata accusata di sfruttamento del lavoro minorile ma questo non vuol dire che proprio l’azienda coreana impieghi personale non in età da lavoro per confezionare i suoi prodotti supertecnologici.

In Cina c’è un osservatorio che si occupa dei diritti dei lavoratori e in una recente indagine condotta su alcune aziende cinesi, ha scovato che in una che rifornisce la Samsung, è sfruttato il lavoro di ragazzi minorenni. Samsung si difende spiegando che nei controlli fatti per il 2012 non risultano irregolarità.

La fabbrica al centro di tutte le polemiche è la Heg Electronics e l’associazione che ha denunciato la condizioni di lavoro al suo interno è il China Labor Watch. L’osservatorio denuncia sia le condizioni dei lavoratori in generale, costretti a turni di 11 ore circa, sia il fatto che sono stati assunti almeno sette minorenni.

Nonostante la difesa già esposta, relativa all’inesistenza delle irregolarità denunciate dall’osservatorio, la Samsung ha aperto un’inchiesta e presto saranno mandati nello stabilimento della Heg Electronics di Hiuzhou, degli ispettori per verificare le irregolarità.