Samsung ha deciso di sospendere temporaneamente il rapporto di lavoro con un fornitore, accusato di sfruttare bambini e ragazzi. La multinazionale sudcoreana dell’elettronica ha annunciato di aver raccolto prove che confermano la violazione delle leggi sul lavoro. A denunciare la situazione nello stabilimento di Shinyang, a Dongguan, in Cina, era stato il gruppo di attivisti di Us China Labor Watch, che ha pubblicato un rapporto da brividi.

Nello stabilimento cinese sono impiegati lavoratori stagionali, la maggior parte dei quali è minorenne, lavora 11 ore al giorno per sette giorni alla settimana. Non riceve la paga per gli straordinari (che sono eccessivi), lavora senza le condizioni di sicurezza necessarie e in condizioni di vita disagiate. La risposta di Samsung Electronics è stata l’apertura dell’inchiesta: “Dopo l’indagine, Samsung ha deciso di sospendere temporaneamente gli affari con la fabbrica in questione, dopo aver trovato prove di sospetto lavoro minorile presso la fabbrica. La decisione è stata presa in accordo con la politica di tolleranza zeri di Samsung sul lavoro minorile”.

Lo stabilimento produceva cover per i telefonini Samsung e altri accessori. Ma l’azienda sudcoreana, già nel 2012 era stata più volte accusata di fare affari con produttori che impiegavano bambini nelle catene di montaggio. Non solo: in alcune sue fabbriche, secondo l’accusa, Samsung richiedeva gli straordinari e faceva altri abusi sul lavoro. Nel 2013, è stata citata in giudizio dal ministero del Lavoro del Brasile per aver violato la legge sul lavoro del Paese sudamericano.

In questo ultimo caso, Samsung ha detto di aver notato qualcosa di strano nello stabilimento cinese lo scorso 29 giugno. E ha aggiunto che, se l’indagine si concluderà con prove schiaccianti, chiuderà definitivamente la partnership con il fornitore di Shinyang.