Mentre a breve dovremmo conoscere Moto 360 e i nuovi modelli di LG e ASUS a IFA 2014, Samsung ha presentato Gear S: il primo smartwatch col display curvo che supporta le reti 2G/3G — rendendosi del tutto indipendente dallo smartphone. Installa Tizen, come la maggioranza degli altri orologio dell’azienda sudcoreana, e promette di migliorare ulteriormente l’esperienza-utente con questo genere di dispositivi. Non fosse altro per il fatto che il device può effettuare delle telefonate e connettersi a internet, in completa autonomia.

Due modelli, uno bianco e uno nero, che possono essere completati con Gear Circle: delle cuffie per ascoltare la musica o la voce del chiamante. Entrambi i prodotti saranno disponibili dal mese d’ottobre. Gear S ha uno slot per la SIM degli operatori telefonici, uno schermo curvo da 2″ Super AMOLED a 360×480 pixel e supporta – oltre alle reti 2G e 3G – Bluetooth 4.1 e WiFi. La “chicca” è nel sensore per il battito cardiaco, inserito da Samsung su Galaxy S5 e assente da Gear Fit col quale pure s’interfaccia. Ha tutto, ma basterà?

Un simile device dovrebbe sostituire, e non integrare, lo smartphone: chi mai rinuncerebbe al proprio per acquistare un Gear S e ridurre le funzionalità al fitness o alle telefonate? Un dubbio che limita l’appetibilità del dispositivo, comunque pregevole, perché comporterebbe l’acquisto d’una seconda o terza SIM e d’un altro abbonamento dati — a meno che l’utente non scelga d’appoggiarsi soltanto al WiFi. Potrebbe essere giusto un esperimento alla Samsung Z, il primo smartphone con Tizen, per esplorare un mercato in espansione.

Photo Credit: Cheon Fong Liew via Photopin (CC)