No, non è stato un evento aperto al pubblico com’era sembrato inizialmente. Il lancio italiano di Galaxy S4 ha avuto, piuttosto, le caratteristiche della première cinematografica: non mancava neppure il red carpet (grigio antracite, in realtà). Per un attimo ho addirittura dimenticato perché fossi lì. Samsung ha organizzato davvero una presentazione in grande stile, ma lo smartphone era un elemento facoltativo. Troppi VIP della “movida” milanese, appena una decina di device da provare. Tuttavia, esserci ha avuto un significato.

Galaxy S4 è un prodotto che non ha bisogno di presentazioni: sono ancora perplesso dalle dimensioni della superficie, arrivata a 5”, ma se potessi permettermelo l’acquisterei subito. Samsung ha realizzato un dispositivo eccellente, con l’unico difetto del prezzo. Sarà disponibile da sabato a 699€. Abbiamo già parlato delle specifiche del device, però in Italia i consumatori potranno accedere a servizi d’élite che potrebbero non essere accessibili altrove. Ad esempio, la garanzia “casco” gratis per chi l’acquisterà entro un mese.

Avrei voluto raccontare la manifestazione in diretta, ma non sarebbe stato molto utile: elencare la sfilata di personaggi famosi che hanno presenziato, qui sarebbe stato fuori luogo. Alessandro Cattelan, già testimonial dell’azienda, ha gestito bene gli interventi dei dirigenti di Samsung e l’intervista a Raffaella Carrà. Il catering è stato superlativo, le hostess erano bellissime, l’allestimento impeccabile… è mancato soltanto lo smartphone. Galaxy S4 era stampato ovunque, però non ho percepito la “presenza” del protagonista.

Samsung ha dato una dimostrazione di forza, investendo sul lancio italiano. La multinazionale coreana può permettersi di distribuire uno smartphone con Android 4.2.2 a un mese dal Google I/O, senza preoccuparsi d’indugiare sulle caratteristiche: Galaxy S4 è cool e, come ricordava Cattelan, il modello precedente continua ad avere successo. Non funzionava il WiFi, né ho potuto accedere ai servizi dell’account su GMail, ma la Read-Only Memory (ROM) del device è riuscita a convincermi. Meglio della stock di Jelly Bean? Direi di sì.

Dubito che Key Lime Pie arriverà su Galaxy S4 prima dell’autunno, sempre ammesso che Google lo presenti in maggio: la ROM di Samsung è estremamente personalizzata, come su SIII. Le differenze, dal punto di vista grafico, non sono enormi. È nelle applicazioni predefinite il salto di qualità. Il nuovo smartphone ha tutto ciò che serve per l’intrattenimento e la produttività, tanto da rendere superflue altre app. Sono d’accordo con Silvio Gulizia, quando lo definì uno «schiaffo coreano» ad Android. Google dovrebbe proprio emularlo.

Eppure, io continuo a preferire i device che installano la versione non modificata del sistema operativo come HTC First: gli aggiornamenti potrebbero non essere garantiti su Galaxy S4 e comprare un dispositivo destinato a diventare obsoleto entro sei o dodici mesi, secondo me, sarebbe incauto. Soprattutto quando il prezzo s’aggira attorno allo stipendio-medio degli Italiani. Il lancio milanese ha evidenziato un aspetto col quale, ahimè, dobbiamo fare i conti. Gli smartphone di fascia alta sono un lusso, a prescindere da iPhone.