Nei precedenti giorni alcuni modelli di Samsung Galaxy Note 7 sono letteralmente esplosi. Un problema grave, che ha costretto il colosso sudcoreano a ritirare dal mercato il device – ove già disponibile (non in Italia) – e richiamare le unità già vendute.

Un richiamo volontario che, però, costerà una cifra esorbitante a Samsung: si parla di ben 1 miliardo di dollari, stando alle stime riportate da Bloomberg e calcolate anche da Credit Suisse Group, Daishin Securities e Pelham Smithers Associates. Ma il danno economico potrebbe essere minore del danno d’immagine, come spiega Chang Sea Jin, professore della National University di Singapore “il potenziale danno alla reputazione è di gran lunga superiore alle perdite finanziarie a breve termine”.

Bloomberg ha stimato un miliardo di dollari di danno aziendale basandosi sui 2,5 milioni di Samsung Galaxy Note 7 distribuiti dalla società ad un mese dal lancio sul mercato.

Vista la pericolosità del device, la Federal Aviation Administration (FAA), agenzia dei trasporti statunitense, potrebbe vietare l’ingresso su aerei pubblici civili a tutte le persone che posseggono Samsung Galaxy Note 7.

I Galaxy Note 7 verranno richiamati a partire dal 19 settembre, partendo dalla Corea del Sud. Si tratta della prima volta che nel mercato degli smartphone un device viene ritirato dal mercato e addirittura richiamato. Il motivo è semplice: la sicurezza prima di tutto, come spiega Samsung tramite una nota ufficiale: “Poiché la sicurezza dei clienti è una priorità assoluta, abbiamo interrotto le vendite del Galaxy Note7. Siamo consapevoli che questo possa causare degli inconvenienti sul mercato, ma quest’azione è necessaria affinché possiamo continuare a garantire la distribuzione di prodotti di altissima qualità. Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner per assicurare che la sostituzione del prodotto avvenga senza ulteriori inconvenienti e in modo efficiente”.