Lavorano fino a 15 ore al giorno e quasi senza pause. E questa è solo la punta dell’iceberg di condizioni di lavoro inadeguate, che raggiungo lo sfruttamento. È la pesantissima accusa mossa a Samsung dal governo brasiliano, che ha puntato il dito contro le condizioni di lavoro all’interno della fabbrica del colosso coreano sita nella cittadina di Manaus, dove lavorano seimila persone, come riporta la BBC.

Secondo quanto denunciato dal gruppo per i diritti dei lavoratori Reporter Brasil, il governo locale ha avviato un’azione legale contro l’azienda produttrice del Galaxy S4 chiedendo oltre 80 milioni di euro di multa per aver violato la legge sul lavoro. I dipendenti della fabbrica di Manaus denunciano di avere solo 32 secondi per assemblare uno smartphone, così da inscatolarne 3000 al mese a testa, e 65 secondi per un televisore. Costretti a passare 10 ore al giorno in piedi, molti lavoratori accuserebbero crampi e mal di schiena. Parte del documento di accusa è consultabile in inglese su 9to5google.

Dal canto suo, Samsung si è difesa sostenendo che è pronta a fare tutto quanto necessario per garantire la salute dei lavoratori e adeguate condizioni di lavoro, secondo quanto riportato dal Guardian. Non è però la prima volta che i coreani devono fronteggiare accuse del genere: già nel 2011 infatti furono processati per motivi simili e condannati a pagare circa 150 mila euro. Il Corriere della Sera ricorda inoltre che Samsung è accusata anche in patria di mancato rispetto delle norme in materia di diritto del lavoro.

Samsung non è la prima, né purtroppo immaginiamo sarà l’ultima, azienda del comparto IT a fronteggiare accuse del genere. Fra tutte spicca Apple con le regolari accuse di sfruttamento dei lavoratori nelle fabbriche cinesi della Foxconn. Certo, fa specie pensare che la sfida fra iPhone 5 e Galaxy S4 passi anche per lo sfruttamento dei lavoratori. Possibile che nel 2013 non siamo ancora in grado di far assemblare dei telefoni da dei robot?

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