Jolla, la startup fondata da ex dipendenti di Nokia che lavoravano a MeeGo – un “defunto” sistema operativo Linux-based per tablet, smartphone e In-Vehicle Infotainment (IVI) – ha annunciato la compatibilità di Sailfish OS con le applicazioni sviluppate su Android. Più che una notizia, è una conferma: già nelle premesse il progetto avrebbe dovuto unire al design dei Lumia una piattaforma open source. Peccato, però, che supportare le app di Android non significhi installare Google Play e i servizi a esso correlati. È un placebo.

Sapete quale altro sistema operativo del settore ha cercato d’invogliare gli sviluppatori, col supporto alle applicazioni per Android? BlackBerry, che ha realizzato uno strumento per convertirle “al volo”. Molti colleghi dimenticano di specificare che – per garantire il funzionamento delle app – serve l’impegno dei programmatori: giusto gli utenti più esperti potrebbero scaricare i file .apk e installarli su Sailfish OS, ammesso che i produttori li distribuiscano. Con BlackBerry OS non è consentito, prevedendo un kernel diverso.

Lascerei perdere i “tecnicismi”, ma – nonostante BlackBerry OS sia basato su QNX – il fatto che Sailfish OS integri il kernel di Linux non aiuta: Android prevede una Dalvik VM in Java e Google impone una serie di limiti alle applicazioni. Non sempre gli sviluppatori rilasciano i file .apk delle rispettive app, quindi Jolla non potrà installare legalmente Angry Birds o Evernote. Se la startup vuole sopravvivere (e nutro poche speranze in questo senso), dovrebbe riprendere il progetto degli smartphone dedicati ai singoli servizi.