Google, in occasione del Safer Internet Day 2017 che si celebra oggi 7 febbraio, ricorda alcuni degli strumenti che, grazie alla tecnologia, proteggono gli utenti sul web. I dati di un recente sondaggio, commissionato a YouGov, mostrano che più della metà dei millennial italiani (55%) ha utilizzato la stessa password per alcuni o per la maggior parte dei propri account, il 19% ha usato la parola “password” o una serie di numeri in sequenza come password d’accesso. Segnali che ricordano come sia importante comprendere i fondamentali di un comportamento sicuro online e imparare a tenere al sicuro i propri dati.

Le password sono il primo strumento di difesa contro i crimini informatici. È bene usare una password diversa per ogni account come l’email o l’online banking. Più lunga è la password, più è difficile da indovinare. Per ricordarle tutte facilmente può essere semplice utilizzare la gestione delle password in Chrome e lo Smart Lock su Android. La sicurezza è questione di livelli: un ulteriore livello di sicurezza, come la verifica in due passaggi, è uno strumento altrettanto utile.

Gmail dispone di sistemi intelligenti che automaticamente identificano e bloccano messaggi di spam prima ancora che raggiungano gli utenti. La tecnologia di Gmail tiene in considerazione migliaia di segnali per verificare quali messaggi sono sicuri e quali non lo sono. Nessun problema anche nel caso la password venisse letta da qualcuno. Le tecnologie di machine learning analizzano i diversi segnali associati al login per assicurarsi che davanti al PC ci sia davvero l’utente proprietario dell’account.

Se però Google dovesse sospettare qualche anomalia, esporrà qualche domanda per prevenire violazioni, inviando notifiche sul cellulare e via email per poter ricevere una conferma sull’effettiva identità di chi sta effettuando il login.

Google, inoltre, protegge la navigazione degli utenti anche al di fuori del motore di ricerca. Sicuramente almeno una volta tutti si sono imbattuti nell’avviso di Big G che blocca la navigazione all’interno di un sito evidenziando come possa trattarsi di un link pericoloso.

È opera di “Safe Browsing” (Navigazione Sicura), che suggerisce di non visitare un sito perché potrebbe contenere qualcosa di “pericoloso”, come malware o truffe che usano il phishing. In maniera non molto diversa da quello che accade sul motore di ricerca, Safe Browsing individua contenuti pericolosi che potrebbero produrre effetti indesiderati o danni al dispositivo e ai vostri dati.

Con miliardi di utenti e dispositivi Android, i sistemi automatizzati sono essenziali per proteggere le persone in tempo reale. Per questo Google ha creato “App analyzer”, una versione modificata di Safe Browsing che si occupa di cercare app pericolose su Google Play o altri app store o sul web, e avvisa gli utenti prima che le installino. Se l’app non supera il test non viene ammessa su Google Play.

Un ulteriore livello di protezione presente sui dispositivi Android è il servizio di protezione contro applicazioni dannose. Ogni giorno, questo sistema verifica oltre 6 miliardi di app su 400 milioni di dispositivi, a caccia di app potenzialmente dannose. Effettua controlli quando si scarica un’app; inoltre, verifica che il dispositivo rimanga in buono stato effettuando controlli regolari e se qualcosa non va, può rimuovere l’applicazione da remoto.