Nel Regno Unito gli artisti hanno ringraziato i fan e le aziende che si occupano della distribuzione digitale dei loro motivi visto che grazie a piattaforme come iTunes e Spotify, hanno ottenuto un bel po’ di soldi in più. Vediamo come e perché è successo questo piacevole evento. Finalmente i proventi della distribuzione digitale della musica si iniziano a vedere e stavolta a cogliere i frutti della buona gestione dei diritti non sono le major che hanno curato la produzione delle compilation ma gli artisti che si sono affacciati in modo sperimentale sulle piattaforme digitali.

I vertici di PRS for Music hanno diramato i dati relativi alla distribuzione delle royalty agli artisti. L’organizzazione che in Gran Bretagna cura gli interessi di circa 75 mila artisti del settore musica gioisce dei risultati.

Nel 2011, infatti, compositori e songwriter hanno visto aumentare i guadagni del 3,2 per cento. Un incremento infinitesimale che però può avere un suo peso se calcolato su base mensile ed annua. La cifra relativa alle royalty è aumentata arrivando a sfiorare i 635,3 milioni di sterline.

Il bello è che iTunes, Spotify e le altre piattaforme che imitano il comportamento di queste due realtà, potrebbero ottenere anche maggiori profitti, ma si trovano a compensare le perdite legate alla vendite ridotte dei dischi fisici. Ecco spiegato perché è “soltanto” un +3,2%.