Il robot intelligente, l’androide Boris, potrebbe essere il sogno di ognuno di noi. Perché? Beh perché Boris è uno dei primi robot al mondo in grado di possedere un’intelligenza necessaria a permettergli di poter manipolare gli oggetti con una capacità che si avvicina molto a quella che permette il cervello umano.

Presentato al British Science Festival, Boris è nato grazie ad un progetto di collaborazione internazionale finanziato dalla Commissione europea che dura ormai da cinque anni e che finora è costato circa 440 mila euro. L’equipe di scienziati guidati dal professor Jeremy Wyatt (dell’Università di Birmingham) l’ha equipaggiato di un software che permette di riprodurre, quanto più fedelmente possibile, l’atteggiamento umano e soprattutto di dotare Boris di una delle nostre peculiarità più caratteristiche: la libertà di scelta.

L’androide è dotato altresì di sensori di profondità, inseriti nella testa e nei polsi, che gli permettono, in dieci secondi, di stimare circa mille alternative per afferrare e manipolare un nuovo oggetto con cinque dita robotiche per poi riflettere e capire cosa farne.

Boris sarà disponibile già dal prossimo anno e potrà aiutare a semplificare alcune operazioni come, ad esempio, essere di ausilio nelle faccende domestiche. Pensate un po’ ad un robot che carichi la lavatrice o la lavastoviglie, oppure che si occupi di azionare un frullatore. Non male, vero?

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