La Commissione Europea fa dietrofront sulle norme di buon uso del roaming zero. La stessa Commissione, qualche giorno fa, aveva ufficializzato la sua proposta su come gli europei avrebbero dovuto utilizzare il roaming zero, cioè la possibilità di chiamare, navigare e mandare messaggi senza sovrapprezzi anche al di fuori dei confini nazionali. L’obiettivo era quello di evitare che i cittadini abusassero di questa possibilità acquistando una SIM di un paese dove le tariffe sono convenienti per utilizzarla senza limiti all’interno del proprio paese.

Tra le proposte della Commissione Europea il vincolo dei 90 giorni di utilizzo garantito del roaming e la necessità per il cittadini di doversi collegare alla rete del proprio paese almeno una volta al mese. La le proposte annunciate non sono piaciuta ne alle telco e nemmeno ai consumatori. In particolare, le proposte della Commissione sono state viste come poco ambiziose e non in grado di creare davvero un mercato unico digitale.

Si chiede, dunque, molto più coraggio per preparare una proposta maggiormente corrispondente alle esigenze dei cittadini, forse con meno vincoli e che permetta davvero la libera circolazione all’interno dei paesi senza dover pagare tariffe extra.

Nessuna indiscrezione su come sarà rivista la proposta della Commissione ma il presidente Jean-Claude Junker ha intenzione di presentarla il prima possibile per non perdere ancora tempo visto che il lancio del roaming zero è previsto per il giugno 2017.