Sanzioni in arrivo per tre dei principali operatori di telefonia in Italia, ovvero Tim, Wind e 3 accusati di mancato rispetto delle direttive europee sul roaming internazionale.

L’Agcom – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – che da tempo tiene sotto osservazione gli operatori, con tanto di diffida già avviata a giugno, sostiene infatti che non sarebbero stati tagliati i margini di tariffazione all’estero come previsto dall’Unione Europea.

Quest’ultima infatti sta portando avanti un progetto di mercato unico anche per quanto riguarda la telefonia mobile, e al momento i costi di roaming sono stati fatti scendere di oltre il 90% rispetto al 2010, dato della prima direttiva.

In un comunicato diffuso nei giorni scorsi l’Agcom ha spiegato come l’Ue “in vista della tariffa unica europea in vigore dal 15 giugno 2017, individua un periodo transitorio in cui l’operatore è tenuto a rispettare un tetto massimo del costo di roaming (oltre la tariffa nazionale) da applicare al consumatore quando utilizza il cellulare in altri Paesi dell’Ue per telefonare, inviare un messaggio o collegarsi online”.

L’autority attende dunque gli adeguamenti proposti ai tre operatori, che se non dovessero attivarsi in tempi utili sarebbero sottoposti a sanzioni e alla possibilità di richiesta di rimborsi da parte degli utenti.

In passato Agcom ha già sanzionato Telecom e Wind per il passaggio a una tariffazione quadrisettimanale al posto di quella mensile, riconosciuta come una pratica scorretta, per quanto ormai divenuta prassi comune: in tutto sono state inflitte multe per 410mila euro a Telecom e 455mila euro a Wind.

A provocare il provvedimento le penali e i costi aggiuntivi – giudicati infondati e non previsti dal contratto – applicati ai clienti che hanno deciso di recedere dal contratto dopo la rimodulazione delle tariffe.