Le spese sostenute dalla pubbliche amministrazioni sono tante nel nostro paese e non parliamo soltanto dei costi della auto blu o delle consulenze milionarie, ma anche di tutta una serie di documenti legati a procedure non informatizzate e non digitalizzate. 

Uno studio del Politecnico di Milano sulla digitalizzazione dei processi delle pubbliche amministrazioni, dimostra che approdando – anche progressivamente – alla digitalizzazione dei documenti delle PA, si otterrebbe un guadagno di 20 miliardi di euro all’anno, cui occorre poi aggiungere un incasso di 5 miliardi di euro.

Risparmio e guadagnano sembrano un mix esplosivo per aggiudicarsi l’appalto per la digitalizzazione delle PA italiane ma quali sarebbero, in pratica, le cose da fare?

Per prima cosa i ricercatori del Politecnico propongono d’incrementare gli acquisti tramite e-procurement, quindi tramite lo shopping elettronico. Usare questi strumenti consentirebbe a tante pubbliche amministrazioni di mettersi sul mercato e partecipare ad aste e bandi di gara.

Oggi gli acquisti che le pubbliche amministrazioni fanno online sono il 5% del totale ma si ambisce a sfiorare quota 30 per cento.

In più ci dovrebbe essere il passaggio alla fatturazione elettronica e occorrerebbe dare un incentivo a chi usa carte di credito e bonifici elettronici. Se poi, tutti questi processi, fossero legati all’attività delle startup in grado di fornire i servizi utili alle PA, allora ci sarebbe anche uno sviluppo interessante del PIL.