Il 4 ottobre 2012 il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge contenente misure specifiche per  favorire la nascita e lo sviluppo delle startup, come ha segnalato Silvia Piccini sul gruppo Facebook di Indigeni Digitali. Anche nel mondo dei non addetti ai lavori si sente parlare di startup sempre più spesso. Non tutti hanno tuttavia ancora chiaro cosa significhi questo termine di derivazione anglosassone.

Una startup è una qualsiasi nuova impresa la cui attività di business è chiaramente legata all’innovazione tecnologica. Creare e gestire una startup implica la capacità di fondere in una unica entità diversi tipi di competenze, come spiega anche Eric Ries nel suo libro The lean startup: conoscenza dei linguaggi di programmazione, capacità di costruire business plan e gestire i processi economici e finanziari dell’azienda, conoscenza delle normative fiscali e giuridiche, oltre a competenze specialistiche nel settore della comunicazione e del marketing.

Il tema delle startup è particolarmente dibattuto nella community degli Indigeni Digitali, e questo non è un caso: coltivare le relazioni e impegnarsi nelle attività di networking è fondamentale per condividere idee, confrontarsi con gli altri e trovare i contatti utili alla nascita o alla crescita del proprio progetto imprenditoriale.

Analizzando l’ecosistema nascente delle startup italiane, Fabio Lalli ha fatto notare notare come la loro distribuzione territoriale non privilegi solo le grandi aree urbane del centro-nord italia, ma veda attive numerose entità anche nel Meridione. Ne è un esempio Waway, nata nel sud Italia e specializzata nel turismo di gruppo, segnalata da Salvatore Musumarra.

Esistono tanti modi diversi attraverso i quali uno startupper può ideare, progettare, far nascere e crescere la propria startup. Studiare in un corso di formazione ad hoc non sempre è la scelta più consigliata. Meglio porsi subito in discussione e privilegiare il lato pratico e più olistico legato alla propria attività per stimolare le idee migliori, come suggerisce Luca Perugini.

Sono poi sempre più numerosi gli eventi dove gli startupper hanno la possibilità di mettere in competizione la propria idea, presentandola di fronte ad altri imprenditori digitali per acquisire contatti e finanziamenti da parte dei venture capital. Format molto utilizzati da questo punto di vista sono gli Startup Weekend, come quello segnalato da Walter Franchetti.

Le peculiarità dell’ecosistema di Internet impongono necessariamente una visione internazionale della propria startup. Senza andare oltreoceano, Berlino si sta affermando come il ponte europeo della Silicon Valley statunitense. Ne è un esempio l’evento Meet Top European VC segnalato da Marco Vismara.

I giovani costituiscono la generazione di startupper più attivi. Il documentario segnalato da Nicola Ballotta fa riflettere sul fatto che nella vita dell’imprenditore digitale si alternano momenti positivi a giorni in cui si è in difficoltà. Fare una startup si configura come una scelta consapevole che, nel peggiore dei casi, ti consente di crescere e capire gli errori da non ripetere. Un cambiamento dirompente nella filosofia imprenditoriale nostrana, decisamente necessario per affrontare l’incertezza liquida del tempo nel quale viviamo.

Topic della settimana:

Il caso YouTube Downloader: la vera innovazione per il nostro Paese è il rispetto delle regole 

(Massimo Melica)

Il caso YouTube Downloader: Le regole del concorso di Samsung 

(Dev Fillib)

Facebook: gogna moderna?

(Luca Perugini)

Convochiamo TUTTI gli studenti e gli raccontiamo cosa significa essere persone

(Daniele Buzzurro)

Il crowdfounding come strumento di supporto alla nascita delle imprese

(Michele Riccio)

Facebook e i nuovi codici comunicativi nella scrittura

(Luca Perugini)

Post precedenti:
Internet e cristianesimo. Di che parlano gli Indigeni #1