Non è vero che nel nostro paese non ci sono casi di eccellenza informatica. Anche l’esperienza di Responsa lo testimonia. Un’enciclopedia collaborativa che esplora le nuove frontiere del marketing, creando community qualificate. 

Responsa è nata sulla falsa riga di Quora e si propone di diventare un’enciclopedia collaborativa, una sorta di wiki in grado di superare le barriere linguistiche e offrire un servizio di qualità alimentato dalle biografie degli autori e dal gradimento espresso riguardo i loro contenuti.

Il bello di Responsa è che non è solo un progetto, un esperimento ma un vero modello di business. L’ultimo sviluppo pensato, infatti è un widget da integrare sui siti internet che consente di andare oltre le solite Faq avendo un vero servizio di domande e risposte dinamico.

Responsa è stato incubato da H-Farm ed ha un organico di cinque persone. Uno dei fondatori, intervistati da Wired Italia, è un ragazzo trevigiano: Gabriele Antoniazzi. E’ stato lui a dare impulso all’idea diventando uno startupper.

Un ragazzo che nel suo bagaglio di esperienze, oltre ad una forte passione per il web, aveva inserito anche un trascorso professionale con H-Art. La forza di Responsa, secondo Antoniazzi è nell’essere di semplice utilizzo e nel poter contare su una community qualificata.