Nella conferenza stampa tenutasi ieri a San Francisco, che ha visto la presentazione di diverse novità riguardanti Apple Watch e del nuovo MacBook, Apple ha annunciato anche ResearchKit, un software framework open source progettato per aiutare la ricerca medica, aiutando medici e scienziati a raccogliere dati con maggiore frequenza e precisione da chi usa applicazioni per iPhone di questo tipo. Sono già diversi istituti di ricerca che a livello mondiale hanno sviluppato applicazioni con ResearchKit per studi su asma, cancro al seno, malattie cardiovascolari, diabete e morbo di Parkinson.

Questo tool trasforma letteralmente iPhone in uno strumento per la ricerca, dal momento in cui viene concesso l’accesso dall’utente, perché ResearchKit è in grado di utilizzare i dati provenienti dall’app Salute quali peso, pressione sanguigna, livelli di glucosio nel sangue ed utilizzo di inalatori per l’asma, dati anche raccolti da app e dispositivi di terze parti, che però finiscono in HealthKit, altro software framework introdotto però da Apple con iOS 8, per dare la possibilità agli sviluppatori di far comunicare fra loro le diverse app per il fitness e salute. ResearchKit può anche avere accesso ad accelerometro, giroscopio, microfono e GPS di iPhone al fine di conoscere parametri dell’utente quali l’andatura e la parola.

Con ResearchKit è inoltre resa più semplice la trasmissione dei dati su larga scala ai ricercatori, dato che ora la stessa può avvenire direttamente tramite l’applicazione, consentendo ai ricercatori di spendere meno tempo sui documenti a favore della ricerca basata sull’analisi dei dati già organizzati. Il nuovo tool permette inoltre ai ricercatori di presentare un consenso informato interattivo, con cui gli utenti possono decidere se e a quali studi partecipare e se fornire i propri dati per ogni singola indagine.

ResearchKit sarà rilasciato ad aprile, sarà compatibile con iPhone 5 o superiore, e sarà come già detto open source, e permetterà ai ricercatori di contribuire anche a moduli specifici per poi condividere i propri risultati con la comunità globale di ricercatori, per progredire più velocemente possibile nella lotta alle varie malattie.