Rat Trap è un gadget molto simpatico in cui mi sono imbattuto: banalmente, è una sorta di “coperchio” da apporre sopra alle webcam integrate ai laptop per evitare che qualche malintenzionato possa accedervi da remoto e attivarne la registrazione. In genere, tutte le webcam più recenti hanno un LED che avvisa l’utente dell’attivazione, ma non è da escludere che i malware più sofisticati possano disattivarli. Nei casi di stalking – purtroppo, abbastanza frequenti – il controllo remoto della webcam è un’attività piuttosto diffusa.

Tanto il nome, quanto il design dell’oggetto derivano da Remote Access Tool (RAT): un termine che indica genericamente i programmi per l’accesso remoto ai computer. Quello della webcam, infatti, è soltanto uno dei problemi che la vulnerabilità del sistema operativo potrebbe comportare. Silvio Gulizia aveva già spiegato perché la stampa tridimensionale potrebbe farci risparmiare e Rat Trap – oltre a essere ordinabile online – può essere generato utilizzando i sorgenti, che sono scaricabili a titolo gratuito dal sito del progetto.

Può sembrare assurdo, ma l’attivazione remota della webcam è uno dei rischi più immediati della cosiddetta «internet delle cose». Non è necessario essere delle avvenenti modelle in déshabillé per incorrere nel pericolo che qualcuno voglia registrare dei filmati a nostra insaputa: banalmente, la webcam potrebbe inquadrare una carta di credito e permetterne un utilizzo criminale. O, ancora, mostrare i tasti digitati per inserire una password. Sarebbe scomodo sui tablet, ma il topino colorato di Rat Trap è una soluzione economica.