Domenica scorsa abbiamo scoperto come configurare Raspbian su Raspberry Pi, affinché il sistema operativo sia pienamente funzionante: è il momento d’accedere al desktop – che su questa distribuzione di Linux è LXDE – e usare i programmi predefiniti. Non bisogna dimenticare che questo dispositivo è stato realizzato per l’istruzione, quindi non c’è da stupirsi se la maggioranza delle applicazioni già installate riguardano lo sviluppo informatico. Il desktop, in realtà, potrebbe essere benissimo ignorato (spiegherò come e perché).

LXDE, come accennavo sette giorni fa, non è l’unica opzione d’avvio: io l’ho scelta perché è la più immediata, ma – qualora foste interessati a conoscere meglio anche le altre – potreste scrivere a Leonardo.it e saremo lieti d’integrare le istruzioni fornite in questa mini-rubrica a cadenza settimanale! Raggiunto il desktop troverete sulla sinistra due file di icone che corrispondono ad altrettanti programmi. Tre sono legate a Python, un linguaggio di programmazione al quale sarebbe davvero interessante dedicare uno spazio a sé.

Subito sotto c’è Wolfram Language, un linguaggio proprietario di computazione – diverso dal precedente – che permette di programmare delle funzioni matematiche avanzate e può essere molto utile agli studenti delle superiori o delle facoltà scientifiche all’università. Questa prima estensione dei servizi di Wolfram Research è uno strumento a riga di comando, come potrebbe essere il terminale di LXDE, ed è piuttosto ostico da usare per i meno esperti. Niente paura, perché l’icona seguente permette di superare tutte le difficoltà.

Che abbiate o stiate frequentando un liceo oppure un istituto tecnico sicuramente avete conosciuto un professore di matematica entusiasta per MatLAB: Mathematica è un ambiente molto simile — basato su Wolfram Language, ovviamente. Il programma costerebbe un minimo di 149€ all’anno, ma è proposto in una versione gratuita per i possessori di Raspberry Pi e può sostituire il diretto concorrente (che pure è a pagamento). Perché non approfittarne subito, considerato che è gratis? Raspbian lo installa a livello predefinito con NOOBS.

Mathematica non è un ambiente di sviluppo complesso come quelli per creare una app “nativa”, ma chi non ha mai usato MatLAB potrebbe trovarlo inaccessibile: lo sostenevo già un anno e mezzo fa… Raspberry Pi non è adatto a tutti! Ciò nonostante, Pi Store permette di comprare dei giochi in Java o i codec multimediali di cui parleremo più specificatamente la settimana prossima. È un app store simile a quelli di Apple e Google che gli utenti di Ubuntu potrebbero trovare abbastanza familiare, somigliando parecchio al Software Center.

Infine, abbiamo Midori – un leggero browser che apre DuckDuckGo come motore di ricerca predefinito – e Scratch, una soluzione realizzata dal MIT per insegnare la programmazione ai bambini. Delusi? Tutte le altre applicazioni (incluse quelle multimediali) sono accessibili da riga di comando: Raspberry Pi è concepito per la prototipazione come Arduino e Raspbian non permette molto di più. A meno che non vogliate ottenere un media center economico, che sarà l’argomento dell’ultima puntata di questa rubrica dedicata al dispositivo.