La settimana scorsa abbiamo visto come installare Raspbian, la distribuzione ufficiale di Linux per Raspberry Pi: è il momento di passare alla configurazione – richiesta al primo avvio del sistema operativo installato sulla SD – con raspi-config. Questo strumento non è difficile da padroneggiare, ma è proposto esclusivamente in lingua inglese e prevede delle opzioni che alla lunga potrebbero danneggiare il dispositivo. Alcuni passaggi possono essere saltati, perché NOOBS li ha già previsti durante la prima procedura effettuata.

La prima voce del menù di raspi-config è una di quelle da saltare, perché NOOBS espande automaticamente il file system all’intera superficie della SD montata. È opportuno, però, cambiare la password dell’utente predefinito: basta selezionare la seconda voce — che chiederà d’inserirla due volte. Fatto ciò, bisogna scegliere con quale ambiente partire e il desktop è quello più semplice da gestire, specie se la conoscenza di Linux è limitata o nulla. Posizionandosi e premendo invio sulla terza voce compariranno altrettante opzioni.

Il sotto-menù propone appunto tre modalità d’avvio: la seconda permette d’accedere direttamente al desktop ed è quella consigliata, mentre la prima esegue il terminale e la terza consente d’aprire Scratch — un ambiente di sviluppo che per il momento non prenderemo in considerazione. In tutte le sezioni di raspi-config (vedi gallery) il procedimento è molto intuitivo perché nella maggioranza dei casi è sufficiente premere Ok. Il passaggio successivo è importante perché dobbiamo cambiare la lingua per usare Raspbian in l’italiano.

Avendo già impostato la tastiera, basta scegliere Change locale nel quarto sotto-menù e indicare il valore it_IT.UTF-8 UTF-8: dev’essere confermato nella schermata seguente. Per quanto riguarda Change Timezone, selezionare Europe e RomeRaspberry Pi non ha un orologio interno e, quindi, la data sarà aggiustata da internet a ogni avvio. Fra le Advanced Options (l’ottavo menù della schermata principale) possiamo forzare l’output per l’Audio su Force HDMI. Esiste un’altra uscita, ma non corrisponde alla configurazione d’esempio.

Possiamo ignorare le altre voci, che riguardano il Camera Module o l’overlock della scheda. L’interfaccia e le opzioni selezionabili su raspi-config equivalgono grossomodo a quelle dell’installer di Debian: chi avesse usato quella distribuzione – su cui è basata Raspbian – non dovrebbe incontrare particolari difficoltà! Riavviando il sistema, sarà possibile eseguire l’accesso diretto al desktop predefinito che è LXDE. Tutto sommato non è molto diverso da quello di Windows XP, soprattutto nella disposizione d’icone, barre e menù.

La settimana prossima impareremo a usare gli strumenti preinstallati del desktop di Raspbian, che spaziano da Wolfram Language al browser. La configurazione è completata e Raspberry Pi è pienamente funzionante, ma esistono degli accorgimenti per sfruttarlo al meglio: saranno oggetto degli appuntamenti delle prossime domeniche. Questo dispositivo è utile a numerose applicazioni, delle quali scopriremo in particolar modo la multimedialità — che potrebbe essere più semplice provare con alcune periferiche, anziché con delle altre.