È arrivato. Minecraft Pi Edition, l’edizione gratuita per Raspberry Pi, è scaricabile da Amazon Web Services (AWS): non è “impacchettato” per una distribuzione specifica e perciò può essere avviato da qualunque installazione. Bastano X.Org Server e libSDL 1.2. A questo proposito, provandolo con Raspbian su LXDE, le librerie devono essere installate a parte con APT. Avrei voluto proporre uno screencast, ma gtk-recordmydesktop non ha funzionato a dovere e delle immagini statiche secondo me non sarebbero state molto significative.

Come avevo anticipato presentando questa variante, la Pi Edition di Minecraft avvia una finestra da circa 640×480 pixel e un terminale dedicato per modificare gli elementi del gioco con Python. Non sono un grande videogiocatore e, personalmente, ho impiegato pochi minuti ad annoiarmi: lo consiglio giusto agli amanti del genere. Raspberry Pi ha delle caratteristiche molto particolari che lo rendono appetibile a un target specifico e i videogame non sono tra le applicazioni più interessanti, però il retro-gaming ha avuto successo.

Chameleon, per esempio, permette d’emulare alcune piattaforme degli anni ’80 con Raspberry Pi. Minecraft non richiede overclock o altri accorgimenti e funziona benissimo sui primi dispositivi da 256Mb di RAM: a differenza della versione da browser, non prevede l’installazione di Java disponibile soltanto con la nuova revisione da 512Mb. Purtroppo, essendo basato sulla Pocket Edition, Minecraft per Raspberry Pi non può accedere ai server di The Lobby… che hanno trasformato il gioco in un Massively Multiplayer Online Game (MMOG).