Finalmente, Oracle ha ultimato l’ottimizzazione di Java SE Embedded per ARMv6 a 32-bit su Raspberry Pi: significa che i possessori del dispositivo possono installare la Java Virtual Machine (JVM) sul device per iniziare a sviluppare dei progetti. Un aspetto che Eben Upton non ha sottolineato, dandone l’annuncio, è che il linguaggio dovrebbe essere accessibile soltanto sul modello con 512Mb di RAM — distribuito a qualche mese di distanza dal primo, che prevedeva appena 256Mb. Ahimè, non ho ancora avuto il tempo di verificarlo.

I possessori di Raspberry Pi potevano già installare la versione non ottimizzata della JVM sui propri dispositivi e Oracle non discriminava tra i modelli con 256Mb e i 512Mb. La grande differenza – oltre al boost prestazionale – riguarda l’installazione: gli utenti di Raspbian, aggiornato venerdì, possono ottenere il Java Development Kit (JDK) scaricandolo dagli archivi ufficiali dei pacchetti. Una procedura semplificata che aiuterà la diffusione di Java su Coder, la distribuzione di Google per realizzare delle applicazioni web.

Coder, come avevo dimostrato, è pressoché identico a Raspbian e recupera i programmi dalle stesse fonti. Google ha concepito l’esperimento per promuovere la generazione di app in HTML5 e JavaScript, ma Android prevede quelle “native” in Java e nulla vieta di svilupparle su Raspberry Pi. È tutta da verificare l’efficienza del Software Development Kit (SDK) del sistema operativo a una ridotta capacità di memoria e, soprattutto, per il momento non esiste una versione compatibile con ARMv6. Occorrono degli strumenti di terze parti.