Compute Module è il nuovo dispositivo integrato di Raspberry Pi che permette di realizzare dei progetti d’elettronica come alternativa ad Arduino: una piattaforma per maker che unisce le caratteristiche di Model A e B all’espandibilità dell’ecosistema open hardware italiano. Molti usano già la soluzione di Eben Upton in sostituzione o associazione ai moduli di Arduino, ma la nuova gamma di device che è stata presentata in settimana apre ad altre prospettive di sviluppo open source che ampliano l’attuale offerta di Raspberry Pi.

Il team di sviluppo ha mostrato due schede, disponibili insieme – come Compute Module Development Kit – o separatamente da RS ed element14 entro l’estate. La prima, Compute Module, è un Raspberry Pi – Module B paragonabile agli shield di Arduino e dev’essere integrata a una PCB costruita in proprio oppure a Compute Module IO Board che e implementa fra le altre un’uscita HDMI e una Micro-USB per i dati. Un prodotto che per le caratteristiche sembra più orientato allo sviluppo di nuovi dispositivi multimediali che all’automazione.

Mentre Arduino produce delle schede dotate di processore e memorie cui collegare dei moduli esterni, gli shield, per aumentarne le funzionalità Compute Module è un Raspberry Pi “incompleto”, per così dire, predisposto all’integrazione in progetti esistenti. Non può funzionare da solo ed è questa la funzione di Compute Module IO Board: offrire a chi non volesse o potesse creare da sé un PCB personalizzato la possibilità d’ottenere più di quanto potrebbe avere comprando un Module A o B. Nello specifico, delle uscite multimediali.