RapidShare, uno dei servizi più famosi al mondo per il file sharing, chiuderà ufficialmente i battenti verso la fine di marzo. L’azienda, tuttavia, non si è addentrata troppo nei dettagli e non ha specificato alcuna causa o motivo di questa chiusura. Il file sharing, con la chiusura di RapidShare, perde uno dei siti più importanti di sempre.

Fondato nel mese di maggio del 2002, RapidShare è diventato rapidamente uno dei servizi più celebri al mondo per il file sharing. I numeri parlano chiaro, infatti nel 2009 il sito aveva oltre 10 petabyte di file all’interno, mentre l’anno successivo era riuscito ad entrare nel Top 50 dei siti più popolari in tutto il mondo.

La chiusura di RapidShare, che sarà effettiva il 31 marzo, comporterà l’eliminazione degli account e di tutti i dati connessi. Per il momento, non vi sono motivazioni ufficiali a riguardo anche se possiamo supporre che la piattaforma sia stata costretta a cessare le attività da alcune autorità di controllo, vista la probabile presenza di materiale protetto da diritti d’autore.

RapidShare, quindi, segue, in qualche modo, le orme di MegaUpload, piattaforma realizzata da Kim Dotcom e che adesso è stata “sostituita” da Mega. Quando MegaUpload chiuse ufficialmente, buona parte degli utenti decisero di appoggiarsi a RapidShare per continuare a condividere file.

In vista della chiusura ufficiale programmata per il 31 marzo, tutti gli utenti sono invitati a mettere al sicuro i propri dati, dal momento che quest’ultimi verranno definitivamente cancellati. Allo stesso tempo, una delle possibili cause della chiusura di RapidShare può essere ricondotta alla diffusione dei servizi cloud quali Dropbox, Google Drive e OneDrive. Grazie a quest’ultimi, gli utenti possono continuare a condividere i propri file, in modo semplice e rapido, senza doversi appoggiare a piattaforme o servizi offerti da terze parti.