Google ha un obiettivo preciso: “distruggere” Microsoft, a tutti i livelli. Inizio a esserne abbastanza sicuro, perché il rilascio di Quickoffice gratuito su iOS e Android anticipa quello di Office (già in anteprima per alcuni sottoscrittori sul sistema operativo di Apple) a pagamento. Se non bastasse, chi ha acquistato un Surface RT o Pro potrà utilizzare un’estensione di Chrome con le stesse feature. Perché pagare Microsoft per avere qualcosa che Google distribuisce gratuitamente? No, non avrebbe senso. Non per i consumatori.

In sostanza, Quickoffice – acquistata da Google nel luglio del 2012 – consente di creare e modificare i documenti di Office con iOS, Android oppure Chrome OS e salvarli su Drive. Non è necessario acquistare la suite di Microsoft, né cambiare device… perché prossimamente il browser permetterà altrettanto con Windows 8 e 8.1 come con Mac OS X e Linux. Insomma, a Mountain View è bastata un’acquisizione che sul momento non ha causato una grande eco per provare ad annichilire il mercato di Redmond su produttività e sistemi operativi.

Basteranno le novità previste da Microsoft su Windows 8.1 ad arginare l’”ascesa” di Google? Io ne dubito, perché la strategia della Big G spazia dal mobile al desktop con un’offensiva senza precedenti e parte avvantaggiata dal successo di Android. Considerando iOS alla pari – se non addirittura con una maggiore priorità – del proprio sistema operativo, Google può coprire tre quarti del mercato di smartphone e tablet: se la maggioranza dei nuovi laptop acquistati sono Chromebook, il problema di Microsoft è decisamente più grave.