Google ha di recente aperto le porte al suo archivio musicale anche se questa riserva open è disponibile soltanto per gli utenti statunitensi e non si sa che fine farà il progetto Google Music.Intanto si cerca di capire che tipo di capitale e commercio ruota attorno alla musica digitale. A dare qualche idea del “traffico” di mp3 c’è una ricerca dell’Ifpi. Il primo dato fornito è una conferma della crescita di questo settore digitale. Una crescita che si può definire esponenziale.

L’Ifpi invita gli internauti a considerare che in appena sette anni sono nate circa 400 piattaforme in cui per pochi centesimi si possono acquistare dei brani da ascoltare. In Italia c’è stato un incremento percentuale di questi siti pari al 23 per cento.

Si stima, inoltre, che il business della musica digitale sfiori i 19 milioni di euro. Nel nostro paese una delle piattaforme più usate è iTunes che sette anni fa ha spopolato tra gli internauti del Belpaese.

Il modello di business proposto è certamente interessante e sostenibile sul lungo periodo perché riesce a soddisfare le richieste crescenti della popolazione “tecnologica”. Di fatto c’è anche da considerare l’offerta di tutto rispetto che viene fatta agli utenti: circa 13 milioni, infatti, sono le tracce audio negli store.