Per molti Steve Jobs non è altro che il fondatore di Apple, ma pochi ricordano che dalla propria azienda il puzzolente (per colpa della dieta vegana) e irascibile Steve fu allontanato nella prima metà degli anni ’80.
Fu allora che il buon Steve capì che era ora di rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo. Fondò NeXT, una startup che avrebbe dovuto creare computer pensati per l’utente comune e atti a soddisfare le esigenze dell’ambiente scolastico e della ricerca.
I NeXT finirono con il costare un occhio della testa, ma Jobs si era portato via da Apple alcuni dei membri del team del Machintosh, i quali svilupparono un sistema operativo parti del quale oggi vivono ancora all’interno di Mac OS X.
NeXT fu acquisita da Apple per riportare Jobs al comando della mela, ma quella startup segnò in ben altro modo la nostra vita. Internet, o meglio il WWW, fu costruito da Tim Berners-Lee usando proprio un NeXt, così come i film della Pixar (acquisita da Jobs e poi rivenduta alla Disney) furono lavorati su quelle macchine. John Carmack  invece ci costruì il videogioco Doom. Recentemente gli appassionati dei NeXT hanno creato un sito, NeXTComputers, dedicato alle macchine dell’azienda.
Vi lascio a un documentario su quell’avventura in cui un giovanissimo startupper racconta come aveva in mente di cambiare il mondo e vengono mostrare immagini delle riunioni fatte con lo staff per decidere come l’azienda avrebbe dovuto muoversi. Se non avete tempo di vederlo, potete segnarvelo su YouTube e poi stasera a casa rivederlo sulla smart TV grazie alla funzione accoppia della nuova app YouTube.