Sono d’accordo con Silvio Gulizia, quando sostiene che Linux abbia sconfitto Windows. A prescindere dal successo di Android – e nonostante sia un utente del sistema operativo dagli anni ’90 – io penso che il merito sia di Microsoft. La scarsa appetibilità di Windows 8 ha cancellato la “ripresa” avvenuta col rilascio della versione precedente e l’aggiornamento a 8.1 non risolverà granché. Chi volesse passare a Linux, però, potrebbe essere disorientato dalla scelta della distribuzione: le tre soluzioni più adatte ai principianti.

Prima di procedere con l’elenco, è opportuno spiegare cos’è una distribuzione: quest’intervento è orientato a chi di Linux conosce poco o nulla, quindi il significato del termine non può essere dato per scontato. In sé, Linux è soltanto il kernel del sistema operativo – ovvero, la parte principale che include i driver e i componenti essenziali all’esecuzione. Il kernel dev’essere “completato” da elementi che spaziano dall’interfaccia grafica ai programmi e le distribuzioni, sviluppate soggetti diversi, sono dei sistemi completi.

Fedora – È la distribuzione della comunità di Red Hat, una fra le aziende più importanti nello sviluppo di Linux a livello professionale. Molti non sarebbero d’accordo nell’includerla fra le distribuzioni più accessibili, ma negli ultimi anni ha raggiunto una maggiore facilità d’utilizzo. Ha diverse interfacce grafiche tra cui scegliere e aggiornamenti molto frequenti, però non la considererei una scelta opportuna per quanti volessero utilizzare dei driver proprietari e – oltre a gestire la produttività – intendessero giocare con Linux.

Linux Mint – Onestamente, delle tre è quella che conosco meno: basata su Debian – un’altra distribuzione di Linux – o Ubuntu, propone numerose versioni che prevedono altrettante interfacce grafiche differenti. Una volta installata è estremamente semplice da utilizzare, ma i neofiti potrebbero “perdersi” fra le varianti disponibili. Una caratteristica interessante è l’installer per Windows, che semplifica molto la procedura d’installazione. In genere, alcuni provano prima Ubuntu e passano a Linux Mint soltanto con un po’ d’esperienza in più.

Ubuntu – Se non avete mai provato Linux, probabilmente avete già sentito parlare di Ubuntu: è una distribuzione facile da installare e utilizzare che include diversi programmi proprietari — da Flash Player a Skype. Non è la migliore in assoluto, ma la consiglierei a chiunque approcciasse per la prima volta il sistema operativo. Molti sviluppatori che ignoravano Linux hanno iniziato a distribuire delle versioni dedicate a Ubuntu, come Spotify o Steam. Adatta a produttività e videogiochi, può essere utilizzata per operazioni più complesse.

Benché utilizzi Ubuntu dalle primissime versioni, ho iniziato a essere scettico sulle scelte tecniche operate da Canonical — l’azienda che mantiene la distribuzione: da utente esperto avrei optato per soluzioni diverse, però nulla di ciò riguarda o interessa i principianti. A partire da domani e con le prossime settimane proporrò delle mini-guide per conoscere le caratteristiche essenziali del sistema operativo, in tempo per apprezzare la grafica unificata che arriverà in ottobre col rilascio di Ubuntu 13.10 (Saucy Salamander).

Photo Credit: Renato Targa via Compfight (CC)