Gli appassionati di file sharing probabilmente usano sia eMule, sia Torrent perché entrambi questi software presentano dei difetti che un utente medio, combinandone l’uso, può agevolmente bypassare.

Sempre facendo attenzione alla violazione dei diritti d’autore.

I recenti episodi che hanno coinvolto Bitjunkie e Proxytalia dimostrano che condividere file pirata è sempre più pericoloso.

Tuttavia, senza contravvenire alla violazione dei diritto d’autore, si possono scambiare file di qualsiasi tipo. Come? Usando leggerissimi programmi per il filesharing. Tra i più diffusi eMule e Torrent, anche se di recente è stato lanciato qBittorrent.

eMule, gli utilizzatori lo sanno bene, ha una funzionalità di ricerca molto immediata e veloce ma i file scaricati, spesso, risultano di bassa qualità oppure “fuori tema”.

Torrent invece non garantisce una reperibilità altrettanto immediata dei file, ma quel che si scarica ha una qualità più elevata dell’antagonista.

A fare da terzo incomodo tra questi due strumenti, è intervenuto qBittorrent  che vuole appunto coniugare il sistema di ricerca di eMule con la potenza del dowload di Torrent.

La gestione delle query, almeno nella fase embrionale dello sviluppo del programma, è stata molto difficile. In particolare, su qBittorrent, usare più parole per la ricerca di un file, non serviva per limitare i risultati ma finiva per ampliare il numero di risposte, generando un po’ di confusione.

Adesso, qBittorrent è diventato stabile e il programma riesce a supportare addirittura 25 lingue diverse.