I cittadini che navigano in rete ed hanno un’identità digitale molto strutturata, sentono l’esigenza di proteggere i loro dati personali. Per questo, una legge che si schieri dalla loro parte senza penalizzarne l’espressione è ben gradita. In pratica gli utenti vogliono avere sempre la possibilità di esprimersi liberamente in rete ma senza che i loro dati personali siano in qualche modo in pericolo. Al di là del furto d’identità che pure è un reato molto diffuso, un problema sentito è lo spamming da parte dei pubblicitari.

E arriviamo al punto: i pubblicitari si stanno organizzando per contrastare la normativa europea in materia di protezione dei dati. Il Regolamento UE è stato approvato e sarà recepito dall’Italia tra due anni circa, nel 2014.

Il garante per la privacy ha osservato però che si tratta di una normativa molto stringente e questo suo pensiero è stato condiviso anche dai pubblicitari. Tutti si sono detti d’accordo con il parere critico di Francesco Pizzetti. L’obiettivo dell’UE, di rafforzare il diritto alla privacy online, non è in discussione.

Il fatto è che così com’è concepita la legge potrebbe scoraggiare lo sviluppo del mercato digitale in tutta l’UE e anche nel nostro paese. In base alla scelta dell’Italia, tanto per avere un’idea, i pubblicitari potranno usare soltanto i percorsi di navigazione che l’utente ha approvato, oppure soltanto quelli che non ha escluso.