Lo ammetto pubblicamente: sono un pessimo fotografo. E utilizzo un eufemismo giusto per non essere volgare. Tuttavia, in ottobre ho dovuto comprare una bridge perché non potevo presentarmi al lavoro con la digitale semi-distrutta in mio possesso e come proposito per il nuovo anno ho intenzione d’imparare a usarla. Volevo una Nikon, ma avevano soltanto quella in esposizione e ho ripiegato su una Fujifilm. Sono stato fortunato perché quella acquistata ha uno zoom ottico migliore della prima scelta. OK, non è proprio una compatta.

Le caratteristiche della bridge, accessori esclusi, sono molto più vicine a quelle delle compatte che alle reflex: per esempio, la FinePix S4200 non supporta il formato raw. Ormai la maggioranza delle compatte è dotata di zoom ottico e perciò le impostazioni s’equivalgono. Se non avete una bridge come la mia, insomma, potete tranquillamente prendere per buone le indicazioni di massima che ho intenzione di condividere nelle prossime settimane ed esercitarvi con una semplice compatta. Le reflex secondo me sono un universo a parte.

Grazie al supporto tecnico di Yahoo! che ha ascoltato le mie preghiere, non prima del terzo tentativo, ho ripristinato l’account di Flickr e subito usufruito dei 3 mesi gratuiti offerti a promozione della nuova applicazione per iPhone. Non ho un iPhone, ma la variante su Android funziona perfettamente: avevo già sottoscritto un abbonamento a Flickr in passato e ritengo che sia il migliore servizio al mondo. Picasa Web Albums di Google non regge il confronto perché è legato a Drive e limita lo spazio a disposizione degli upload.

Pensate che sia anacronistico imparare a fotografare con una bridge, una compatta o una reflex nell’era degli smartphone? Avete ragione, se preferite l’immediatezza alla qualità. Esistono migliaia di dimostrazioni al riguardo. Anch’io se voglio catturare un istante particolare faccio prima a usare uno smartphone: non posso uscire sempre con la fotocamera appesa al collo. Eppure, per diventare dei professionisti non è sufficiente un iPhone. Chiedetelo pure a chi lavora nel settore e, magari, lo utilizza nel proprio tempo libero.

Gianpiero Riva, senza volermi contraddire, riesce a ottenere da iPhone delle immagini che non hanno nulla da invidiare a macchine create esplicitamente per la fotografia professionale. Io preferirei orientarmi su quest’ultima, ma con un approccio da principiante: è probabile che gli esperti inorridiscano già leggendo la mia suddivisione sommaria delle fotocamere. Insieme alla programmazione, però, fotografare è sempre stato un mio “pallino” e osservando i professionisti ho imparato molti trucchi del mestiere in pochissimo tempo.

Un valido motivo per fare pratica con le fotocamere, tra una rapida condivisione sui social network e l’altra? Flickr permette di vendere i propri scatti con Getty Images che si sta affermando tra le prime agenzie mondiali. Non sono tanto ambizioso, ma non mi dispiacerebbe se un giorno le mie fotografie apparissero in un contesto commerciale. Ho studiato ripresa all’università: la composizione delle immagini non è così diversa da quella delle telecamere. Imparare per me significherà partire dalle basi della fotografia digitale.