Sono una di quelle persone che vanno a letto con l’iPad. Lo faccio perché il mio consumo di media è totalmente digitalizzato. Giornali, spesso libri, soprattutto riviste, specie se straniere, li consumo in formato digitale. Più tutti quegli articoli che non leggo durante il giorno e archivio su Instapaper. Un po’ i discorsi della signora Huffington su sonno e necessità di staccarci dai nostri smartphone, un po’ quelli della famiglia, mi sono deciso a porre dei paletti analogici alla mia cultura digitale. Per rendere entrambe migliori.

Dunque per prima cosa limiterò l’accesso dell’iPad alla camera da letto a due soli giorni alla settimana. Negli altri cinque mi dedicherò a libri e riviste analogiche che possiedo e su cui vado sempre più spesso a rilento. Staccare completamente il cervello da quello che facciamo quotidianamente è l’unico modo di indurre un reset per ripartire meglio il giorno dopo. Inoltre cercare continue contaminazioni esterne ci può aiutare a trovare nuovi spunti per il lavoro. Quanto all’importanza di un corretto sonno, vi rimando al post di Marco Usai su quanto bisogna dormire per essere produttivi.

Avere l’iPad nel letto significa essere bombardati di notifiche push. Grazie al do not disturb ora queste possono essere messe a tacere, ma nel mio caso il programma di pace e serenità è limitato dall’1 di notte alle 7 del mattino. Per il nuovo anno estenderò il do not disturb di iPhone e iPad dalle 8 di sera alle 8 di mattina. Per Android mi basterà ricordarmi di staccare il wi-fi visto che sull’altra SIM non ho un piano dati. Tanto le notifiche non è che non ci sono, sono lì e le puoi controllare manualmente quando vuoi.

Capitolo social network. Sono la più grande perdita di tempo quotidiana. Eppure, specie per chi fa il mio mestiere, tocca coltivarli. Dunque, limite all’uso pure per quelli:

  • Facebook solo nella pausa pranzo e per controllare due volte al giorno le community che seguo (alle 11 e alle 16 direi);
  • Twitter sempre aperto, ma solo durante le ore lavorative, per non perdere informazioni importanti;
  • Google Plus sempre aperto sulle hot news ma solo durante le ore lavorative e in bagno;
  • Instagram solo in bagno, tanto oramai…;
  • il resto bannato, accessi a Foursquare, Pinterest etc limitati all’orario e all’uso lavorativo.

Poi c’è Flickr a uso e consumo della mia passione per l’iPhoneography. In questo caso non può esserci limite, se non quello di usarla solo per divertimento. Il proposito per il 2013 però deve essere quello di stampare almeno una foto al mese.

Acquisti on line. Sarà il capitolo più difficile da affrontare, ma credo di dover cominciare a fare almeno un acquisto su cinque in un negozio diverso da Amazon o eBay e in cui ci sia una commessa a consigliarmi al posto di un algoritmo.

Be’, per cominciare può bastare così e mi pare persino già troppo. Ce la farò?