Tempi duri per Facebook, una nuova denuncia per violazioni arriva direttamente dalla sede Europea del garante della privacy.

L’indagine è stata avviata dopo che uno studente di legge residente a Vienna, Max Schrems, ha denunciato al garante, con sede in Irlanda, di richiedere una verifica sulla corretta applicazione della legge da parte di Facebook.

La tutela della privacy è un argomento molto sentito sul Web, purtroppo i nostri dati circolano in modo incontrollato sul web e molte volte a nostra insaputa, non ci fermiamo mai a leggere le varie clausole quando ci iscriviamo a un servizio online, per poi magari scoprire che i nostri dati sono stati venduti a società di ricerca o peggio.

La storia che ha messo alla ribalta Max Schrems è differente, lo studente di legge decide di richiedere al social network Facebook di poter visionare i dati personali conservati nel suo enorme database, la richiesta, che a una prima analisi è strana, non l’ho è per niente infatti, Facebook a sede a Dublino ed è soggetta alle leggi irlandesi in materia di privacy e l’articolo dodici della direttiva Ue sulla tutela dei dati personali (94/45 CE) dice:

Gli stati membri devono garantire a qualsiasi persona interessata, il diritto di ottenere dal responsabile del trattamento, la comunicazione in forma intelligibile dei dati che sono oggetto dei trattamenti, nonché di tutte le informazioni disponibili sull’origine dei dati”. Se presa alla lettera la legge permette di ottenere, previa richiesta scritta, tutte le informazioni contenute dei database dei servizi web.

Naturalmente la risposta a questa richiesta di Facebook non soddisfa Max Schrems che anzi decide di denunciare Facebook alle istituzioni di garanzia per la violazione di ventidue articoli, infatti, Scherms denuncia di aver trovato nel resoconto fornito da Facebook serie d’informazioni che avevano in precedenza rimosso.

La legge oggi vigente prevede la cancellazione in modo definitivo dal server di tutte le informazioni eliminate dall’utente stesso.
Il sistema di tutela della privacy di Facebook è sempre stato oggetto di accuse per violazioni delle norme comuni di privacy, e un giovane studente sembra proprio aver trovato il “cavillo legale” per costringere il social a rivedere la sua politica in merito.
Nelle prossime settimana “probabilmente” i dirigenti di Facebook potrebbero essere ascoltati dalla Data Protection Commissioner.