Prima Echelon, adesso PRISM: lo “spauracchio” orwelliano ha cambiato definizione, ma è manovrato dalle stesse istituzioni. Stati Uniti e Regno Unito avrebbero ideato un programma di controllo dell’umanità attraverso i social network: voluto dall’ex presidente statunitense, PRISM sarebbe stato ri-approvato in seguito da Barack Obama. National Security Agency (NSA) e FBI hanno raccolto un volume impressionante d’informazioni personali degli utenti dal web – per prevenire il terrorismo internazionale – dopo gli attentati del 9/11.

La notizia in sé non stupisce chi, come il sottoscritto, è appassionato di teorie del complotto e a poche ore dalla divulgazione dell’esistenza del programma, alcuni già avanzano l’ipotesi che sia giusto una “bufala”. Facebook e Google, però, non hanno sottovalutato l’accusa di collaborare con NSA e FBI: Mark Zuckerberg e Larry Page sono intervenuti personalmente a smentire qualunque coinvolgimento nell’operazione. Hanno saputo dell’esistenza di PRISM dal dossier pubblicato giovedì da The Washington Post. È una difesa credibile?

Sì, secondo me, perché le aziende citate – fra cui compaiono Microsoft, Yahoo! e Apple – non avrebbero interesse a cedere i dati personali degli utenti ai governi: più credibile che ne traggano vantaggio dalla pubblicità. Esistono delle leggi che impongono la cessione d’informazioni sensibili, addirittura precedenti al Patriot Act, però non implicano una registrazione coatta di qualunque attività sul web. Utilizzare i social network è sicuro? No, ma Google e Facebook invocano una maggiore trasparenza da parte delle istituzioni.

UPDATE: La fonte delle rivelazione non è più anonima: si è rivelata in un articolo del Guardian.

Photo Credit: Elvert Barnes via Photo Pin (CC)