Esiste un’alternativa al POS obbligatorio, se Poste Italiane è riuscita a gestire transazioni per oltre 1 miliardo di euro sui cellulari: la app di PosteMobile – ora disponibile per tutti gli operatori – per iPhone e Android è fra le applicazioni finanziarie gratuite più apprezzate e sono 3 milioni i clienti che utilizzano la SIM fornita dalla società. È un successo che attesta la validità della tecnologia NFC, ignorata da Apple, ma adottata dagli altri sistemi operativi per gli smartphone. Perché non passare al mobile payment?

A prescindere dall’importante traguardo di PosteMobile, che permette anche ai cellulari più tradizionali d’accedere ai pagamenti in mobilità, è importante sottolineare l’esistenza di tecnologie che oggi rendono obsoleto il classico POS: Robocoin [vedi gallery] è un altro esempio di come l’obbligo imposto dallo Stato sia anacronistico. Gli Italiani sono in ritardo sull’utilizzo di Bancomat e carte di credito, rispetto agli altri cittadini europei, ma la diffusione degli smartphone suggerirebbe altre soluzioni moderne ed efficaci.

Passare direttamente a Bitcoin potrebbe rivelarsi rischioso, specie considerando che la EBA non dà alcuna assicurazione sulle eventuali perdite, ma l’adozione di NFC e altri sistemi equivalenti ridurrebbe i costi legati al POS obbligatorio senza restare ancorati al denaro contante. Il fatto che ad avere un simile volume d’affari sia proprio un’azienda italiana dovrebbe convincere le istituzioni a spingere per un approccio diverso perché adesso i connazionali sono pronti a effettuare i pagamenti online da smartphone e cellulari.

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