Popcorn Time è un nuovo programma, ancora in versione beta, per Windows 7 o superiore che permette di guardare i film in streaming da BitTorrent. Ovviamente, in Italia è illegale – a meno che non siano rilasciati sotto Creative Commons o con licenze equivalenti: Windows 8.1 ne blocca persino l’installazione con SmartScreen, che comunque può essere disabilitato. Al solito, la qualità dei contenuti multimediali dipende dalla banda disponibile e soprattutto dal numero dei nodi connessi durante la riproduzione. Il punto è un altro.

Hollywood o chi per essa continua a intentare cause milionarie ai provider, come dimostra il processo contro LeaseWeb, oppure a investire sul DRM… ma ogni giorno escono programmi o app simili a Popcorn Time (che distribuisce il proprio installer da MEGA): ha senso combattere la pirateria informatica, in questo modo? La risposta sembra scontata. La lotta delle major non dà risultati, mentre – per quanto riguarda il settore musicale – infrastrutture come Spotify hanno invertito la rotta. Perché non proporre altrettanto con i film?

Certo, il noleggio è possibile su molte piattaforme, però i servizi come Netflix – che prevedono anche lo streaming in abbonamento – faticano a raggiungere l’Italia e comunque non hanno limitato quanto Spotify il ricorso alla pirateria. Qualcosa mi sfugge, specie perché l’abbonamento a Netflix è decisamente inferiore a quello delle pay TV, ma credo che gli operatori dovrebbero puntare a scommettere su soluzioni come BitTorrent Live che senza il supporto di Hollywood e un modello di business convincente non possono sopravvivere.