Anche la nostra Polizia di Stato è finita nella rete di Anonymous. Gli hacker sono riusciti a carpire email ed altri documenti delle forze dell’ordine e – simpatizzando per il movimento noTav, hanno cercato di mettere in luce la strategia della Polizia in quel contesto. 

La Polizia di Stato, per sua natura, dovrebbe tenere sotto controllo la criminalità ma è una domanda lecita chiedersi chi alla fine tenga sotto controllo la polizia o comunque quegli elementi che, all’interno della polizia, sono da considerare “marci”.

Ha provato a spiegare che tutti possono essere sorvegliati, anche dal basso, la rete di Anonymous che ha sbirciato nei server, nelle email, nei portali, nei documenti vocali e in altri tipi di file contenuti nei computer della Polizia. Si tratta di un Giga di documentazione elettronica pubblica sul portale par-anoia.net. 3500 file che contengono diverse informazioni sulla questione Tav.

In particolare sembra ci siano una serie di documenti che spiegano come muoversi sotto copertura tra gli attivisti No Tav, come provocarli durante le manifestazioni pubbliche, più tutta una serie di schede tecniche relative alla pratica delle intercettazioni.

Non dimentichiamo la corrispondenza elettronica di funzionari e agenti. Secondo Anonymous ci sono anche altre associazioni che la Polizia reputa pericolose, per esempio il Comitato Settimo Non Incenerire e perfino Greenpeace.