Pokémon Go sta conquistando tutti, ma non piace al mondo islamico. Gli imam turchi e il centro Al Azhar del Cairo, il più influente del mondo sunnita, hanno posto il divieto all’utilizzo del videogioco reputandolo blasfemo e contro il credo islamico.

Abbas Shouman, vicecapo ed assistente dell’iman di Al Azhar del Cairo, ha dichiarato che giocare a Pokémon Go è come bere alcoli, una pratica assolutamente vietata per i musulmani, poiché “influenza la mente in modo negativo e fa male al giocatore e agli altri senza che ne ve sia consapevolezza”. La tecnologia va bene solo se aiuta l’uomo a risparmiare tempo ed energie, ma non per puro divertimento. Inoltre, se l’utilizzo dello smartphone diventa ossessivo – spiega l’imam – potrebbe portare via del tempo a preghiera e lavoro. Va ricordato che Pokémon Go attualmente non è ancora disponibile sugli store egiziani, anche se – come anche in Italia e altri paesi – molti giovani lo hanno installato tramite il file APK.

Un grido d’allarme quello degli imam turchi che arriva dopo che migliaia di persone hanno occupato le moschee, luogo sacro per i musulmani, in cerca di Pokémon. “Questo fenomeno – spiega il portavoce dell’unione degli imam locali Mehmet Bayaraktutarmina l’importanza e il significato delle moschee, che sono i più bei luoghi di preghiera dell’Islam. Voglio che sia vietata in Turchia”.

A tal proposito si è esposto anche il governo turco. Il ministero della Salute ha invitato i cittadini a non giocare in città nelle ore più calde, chiedendo inoltre di stare attenti alla strada e non fissare lo schermo dello smartphone mentre si attraversa.