La settimana scorsa, Pinterest ha introdotto i e/o le Place Pins: ora gli utenti possono geo-localizzare i propri contenuti, aumentando considerevolmente la possibilità d’essere rintracciati da nuovi potenziali clienti — sì, perché il social network è soprattutto una “vetrina” di prodotti. In qualche modo, qualcuno ha subito pensato che questa funzionalità potesse sottrarre una quota d’utenti a Foursquare… ma io non ne sono affatto convinto. Perché a Pinterest manca un elemento fondamentale, che è costituito dalla gamification.

Benché sia un social network e – in quanto tale – permetta una serie d’operazioni per garantire il coinvolgimento dell’utente, Pinterest propone una fruizione verticale: posso apprezzare ciò che mi colpisce, ma non ne traggo un palpabile beneficio. Insomma, se non siete pagati per curare l’immagine di qualche marchio è un giusto divertissement. Al contrario, Foursquare stimola la competizione fra i contatti sui badge e permette d’ottenere delle offerte esclusive dagli esercizi commerciali visitati. Qualcuno lo chiama engagement.

Intendiamoci, i Place Pins sono un’ottima intuizione e mi stupisco che non siano stati concepiti prima: offrono la possibilità di realizzare un ecosistema adatto agli appassionati di viaggi e dell’enogastronomia, complementare alle caratteristiche dei Rich Pins. Non condivido l’idea che possa ridurre il bacino d’utenza di Foursquare perché quest’ultimo è molto più immediato — e non attrae tanto le nicchie, quanto le masse. Tutt’al più, secondo me, è proprio Foursquare che avrebbe davvero bisogno di nuove feature alla Pinterest.