Come sapete sono un grande sostenitore di Tumblr quale miglior piattaforma per bloggare. Negli ultimi tempi però mi sono invaghito di Medium, nuovo network dedicato esplicitamente al blogging, di cui vi ho proposto la mia recensione qualche giorno fa. Se all’inizio il confronto fra Medium e Tumblr proposto da Federico Moretti non mi aveva convito, col tempo mi sono dovuto ricredere.

Ho già detto che secondo me Medium potrebbe essere la next big thing, ma al di là di ciò mi voglio soffermare un attimo sulle differenza fra i due dal punto di vista di un blogger, alla luce dei risultati ottenuti dal mio progetto iPhoneography Lab che ho lanciato sia su Tumblr che su Medium.

Pubblico
È la prima sostanziale differenza. Se infatti su Tumblr ci sono oltre 170 milioni di utenti, di Medium ancora i numeri non si conoscono. Non sono sicuramente così tanti, tutt’al più saranno un paio di milioni. Eppure i post pubblicati su Medium sembrano generare più traffico. Certo le statistiche del network non sono ancora affidabilissime, ma parliamo di 800 pagine viste contro 200 per gli articoli che ho cross-postato. Questo all’inizio, perché a lungo andare Tumblr dovrebbe beneficiare della formula del reblog, per cui un contenuto valido diventa facilmente virale. Ancora non ho idea però del grado di viralità che un post su Medium possa raggiungere.

SEO
In questo caso pare vincere Medium. Cercando infatti l’esatto titolo di un post su Google, il primo risultato è il post su Medium. Stranamente però con ricerche diverse, legate al contenuto più che al titolo, Tumblr sembra essere privilegiato da Google.

Tool per scrivere
Medium stravince per l’estrema semplicità dello strumento di editing, che di base propone le opzioni del markdown e poco più. Tumblr offre sulla carta molto di più, ma l’interfaccia on line è pessima.

Immagini
Su Medium si caricano con drag&drop che è un piacere, mentre su Tumblr il processo di caricamento è più lungo. Il primo network ti permette di posizionare le foto solo in alcuni punti, mentre il secondo ti consente di fare quello che vuoi, salvo saperlo fare attraverso l’editing del codice HTML.

Gestione dei contenuti
Medium offre uno strumento per esportare tutti i tuoi post, mentre Tumblr non ha nulla di simile. Medium inoltre ti aiuta a connettere il tuo account con Google Authorship, garantendoti un beneficio come autore e in termini di SEO.

Interazione
Qui è Tumblr che stravince. Su Medium al massimo puoi raccomandare la lettura di un post, mentre su Tumblr puoi metterci il tuo like e ribloggarlo, o anche rispondere. Puoi scrivere all’autore, scegliere di seguirlo e c’è uno strumento apposito per fare domande. Su Medium al massimo ti puoi creare un feed e aggiungerlo ai tuoi RSS. La differenza così è evidente: su Tumblr segui l’autore, su Medium il contenuto. Un utente sconosciuto su Medium può così conquistare visibilità improvvisa per un post, ma poi finire nel dimenticatoio. Su Tumblr invece il successo di pubblico è in grado di trasformarsi presto da variabile in costante.

Discovering
Tumblr ti offre un comodo strumento di ricerca e i tag per scoprire contenuti interessanti. Su Medium la scoperta di nuovi contenuti è affidata alle collezioni promosse. Salvo il crearsi un feed di una collezione, la fruizione dei contenuti è molto meno diretta: apri Medium più per scrivere che per leggere.

Vanity Url
Con Tumblr puoi avere il tuo dominio personalizzato e farlo puntare al tuo blog, mentre con Medium il tuo blog praticamente corrisponde al tuo account, la cui url al momento non è personalizzabile.

Se apparentemente Medium batte Tumblr come strumento per scrivere un proprio blog, dal punto di vista della creazione di qualcosa di personale mi pare preferibile Tumblr. Il cross-post come forma di promozione è sicuramente la miglior cosa, salvo ragionare sul come farlo. Non ha infatti senso pubblicare solo un pezzo di un post su Medium per rimandare al proprio blog, né la cosa verrebbe ben vista all’interno della comunità. La cosa migliore è pubblicare i post su uno e sull’altro, indicando su Medium che si tratta di post provenienti dal proprio blog.

photo credit: Ed Yourdon via photopin cc